domenica 11 giugno 2017

Manca Poco a 43

Questa volta, dopo tanto tempo, torno a riempire queste pagine, con alcune considerazioni personali. Niente tecnologia, niente riflessioni sul mondo che mi circonda, ma su me stesso. L’estate per me è sempre stato il periodo più complicato per quel che riguarda le relazioni con gli altri, almeno da quendo le ho scoperte e soprattutto da quando ho scoperto che in molti casi gli altri avrebbero potuto sostituirmi in quelle situazioni in cui non so cavarmela da solo, oppure, non posso o ancora non voglio cavarmela da solo. Fin dalle elementari ho capito che c’erano persone che accorrevano in mio aiuto anche senza un mio segnale, un po’ come succedeva a casa. Così, nel tempo ho cominciato ad approfittarne, ma cercando per quanto possibile, di essere riservato, così- dicevo fra me e me- appena ho davvero bisogno qualcuno ad aiutarmi ci sarà. Il gioco però non dura per sempre. Qualche volta ci sono da prendere delle decisioni e aspettare sempre che qualcuno le prenda per me, a volte non produce l’effetto sperato. Come esempio riporto una piccola conversazione con una mia compagna di liceo di cui in quel periodo mi stavo innamorando e naturalmente i due interessi che avevo in quel momento erano:1) stare con lei; 2) far sì che lei decidesse per me. Lei:”Vieni con noi alla manifestazione (di protesta) in piazza?”. Risposta mia:”NNOn lo so, devo sentire mamma”. Lei:”Perché? Non sei capace di decidere da solo?” Risposta istintiva mia:”No”. Nel tempo a questa conversazione si sono cercate varie spiegazioni più realistiche, ma la sostanza era quella e da lì ho capito quanto fossse difficoltoso decidere per se stessi e, probabilmente, tutto finisce lì.Così ora eccomi qua, incapace di decidere della mia vita e le poche volte che mi capita di doverlo fare per forza, eccomi qua a far danni, facendo scappare possibili partner o semplici amiche vere per aver osato far capire loro o qualche volta detto “mi piaci”, aver fatto mettere in mezzo spesso e volentieri i miei genitori, incapace di difenderli e di difendermi. Eccomi qua dopo aver perso occasioni per parlare e occasioni per stare in silenzio ad ascoltare, oppure altre in cui sono rimasto in silenzio, ma non ho ascoltato (tanto questo non mi riguarda). No per nulla sono arrivato a farmi bloccare da qualcuno anche su Whatsapp Ormai per me sarà impossibile cambiare, perché il tempo perso è perso, ciò che non ho imparato sarà impossibile da imparare del tutto. Ci sarà un giorno in cui probabilmente non potrò sottrarmi dal prendere decisioni e queste probabilmente saranno prese d’istinto, con rabbia, con superficialità, grazie, forse, a cattivi consigli. Non ci saranno sempre persone al mio servizio. Mentre dico questo però, continuo a comportarmi in modo contrario, come istintivamente ho sempre fatto fin da bambino. Per fortuna, chi nasce cieco oggi, ha altri strumenti, altre conoscenze a disposizione sua, delle scuole e dei genitori, quindi è più difficile che si costruisca un mondo come il mio. Se però a qualcuno dovesse capitare, prima che sia troppo tardi, e parlo per i genitori prima di tutto, cercate il modo di fargli cambiare strada. Se non ci riuscite, pazienza, ma gli strumenti e gli esempi per provarci, oggi, per fortuna, ci sono.